{"id":8,"date":"2022-09-19T13:55:20","date_gmt":"2022-09-19T11:55:20","guid":{"rendered":"http:\/\/riva.retedellacollinatorinese.it\/?page_id=8"},"modified":"2024-12-12T13:00:26","modified_gmt":"2024-12-12T12:00:26","slug":"storia","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/storia\/","title":{"rendered":"Storia"},"content":{"rendered":"\n
Sono numerose le testimonianze storiche che attestano l’antichissima origine dell’insediamento di Riva presso Chieri. I primi abitanti del nostro territorio furono i Celti e i Liguri: si conservano tracce del loro insediamento in alcuni toponimi.<\/p>\n\n\n\n
Nel territorio rivese sono venuti alla luce diversi siti archeologici di epoca romana, risalenti probabilmente all’epoca della colonizzazione della nostra regione. In particolare, il territorio pianeggiante nei pressi dell’antico centro di Carreum Potentia (Chieri) \u00e8 ricco di necropoli e sono ancora evidenti nella cartografia moderna le tracce della divisione del territorio in centurie.<\/p>\n\n\n\n
Alla caduta dell’Impero Romano, nella seconda met\u00e0 del IV sec. si assiste alla diffusione del cristianesimo. Risale a quest’epoca il culto per i martiri della legione tebea (soldati al seguito dell’imperatore romano Massimiano martirizzati nel 286 perch\u00e9, in quanto cristiani, si erano rifiutati di svolgere dei sacrifici pagani) tra i quali ritroviamo Sant’Albano, patrono di Riva.<\/p>\n\n\n\n
Dopo il successivo periodo delle invasioni barbariche, di cui abbiamo testimonianza sempre dai toponimi, anche nel territorio rivese si riscontrano evidenze riconducibili al fenomeno monastico ed in modo particolare al monachesimo benedettino. Estesi erano i possedimenti dell’abbazia di Nonantola, della Novalesa e poi di Vezzolano e del monastero di S. Pietro di Breme. Precisamente il 25 settembre 1379 gli uomini e la comunit\u00e0 di Riva presso Chieri si uniscono al dominio di Casa Savoia giurando fedelt\u00e0 a Amedeo VI, conte di Savoia, duca di Chiablese e principe, ottenendo in cambio privilegi e franchigie speciali. Amedeo VII, Amedeo VIII, Ludovico suoi successori confermano i privilegi ottenuti e anche nel 1472 i Sindaci di Riva ottengono la conferma di quanto avevano dalla tutrice di Filiberto di Savoia, la principessa Volant. Il 15 aprile 1483 i due Sindaci giurano fedelt\u00e0 a Carlo duca di Savoia e, nuovamente, ottengono la conferma di privilegi e di franchigie.<\/p>\n\n\n\n Il 14 marzo 1707 il conte Giovanni Battista Garagno supplica indipendenza nell\u2019elezione dei Sindaci, a S.A.R. Anna d\u2019Orleans, duchessa di Savoia, principessa di Piemonte, regina di Cipro ecc. e la ottiene[2]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n Successivamente, il luogo fu teatro di numerose invasioni e guerre: dalla calata delle truppe di Carlo VIII alle scorrerie dei Lanzichenecchi nel 1515.<\/p>\n\n\n\n Nel 1619<\/a> Carlo Emanuele I<\/a> don\u00f2 il feudo di Riva<\/a> alla Marchesa di Roussillon<\/a>, sua amante, da cui ebbe quattro figli, tra cui Gabriele, vissuto tra il 1620<\/a> e il 1695<\/a>, che ebbe successivamente in appannaggio<\/a> il feudo. Carlo Emanuele I fece costruire il castello sul sito di un castello medievale.<\/p>\n\n\n\n [1]<\/a> Cfr. https:\/\/www.comune.rivapressochieri.to.it<\/a> \u2013 marzo 2022<\/p>\n\n\n\n [2]<\/a> Tratto dai documenti dell\u2019archivio storico comunale: cassettiera, cassetto 5, volume dei privilegi<\/p>\n\n\n\n Nel 1630<\/a> lo stato sabaudo stava perdendo la guerra con il regno di Francia<\/a> e vide la morte improvvisa di Carlo Emanuele I di Savoia; gli successe al trono il figlio Vittorio Amedeo I<\/a>. Questi dovette abbandonare Torino sconvolta dalla peste<\/a> e, insieme alla famiglia. si rifugi\u00f2 a Riva, che stranamente era rimasta immune dal contagio<\/a>. Il castello di Riva ospit\u00f2 anche i rappresentanti dei diversi stati impegnati nei preliminari di quella pace, che poi fu firmata a Cherasco<\/a>.<\/p>\n\n\n\n Nel 1691<\/a> Riva venne incendiata dalle armate di Luigi XIV<\/a> che assalirono il borgo contro la Lega di Augusta<\/a>. Nel 1734 quando il giovane conte quindicenne Francesco Giovanni Grosso (figlio di Niccol\u00f2 Bonaventura e Teresa Nomis di Cossilla) eredit\u00f2 il palazzo di Riva, questa era in condizioni critiche e il giovane conte decide di ricostruirla. Il progetto viene affidato all\u2019architetto Bernardo Antonio Vittone che lo presenta nel 1738. Nel giro di due anni l\u2019edificio viene edificato, per poi subire delle modifiche strutturali nel 1771, su indicazione dell\u2019architetto Giacinto Bays, soprattutto nell\u2019atrio e nel nodo atrio-scalone. Nel frattempo, Francesco era morto e il palazzo era stato ereditato da suo fratello minore, Marcantonio Grosso. Alla sua morte avvenuta nel 1778, il palazzo passa nelle mani della figlia Faustina, sposata con Carlo Mazzetti di Montalero, che, a partire dal 1786, fece rinnovare tutta la decorazione interna del palazzo[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n Come si legge nel documento seguente, il salone, lo scalone e l\u2019atrio, furono terminati nel 1790 a opera dei pittori fratelli Rocca, luganesi, e i \u201ctolari che hano coprito di tola per ripararlo dalle acque\u201d furono Giuseppe Ferazzino di Pinerolo \u201ctolaro\u201d in Chieri e Giovanni Battista Rigo di Santa Maria Dinozio in Valsesia per un costo di mille e pi\u00f9 lire piemontesi.<\/p>\n\n\n\n Il bellissimo documento termina con \u201cle novit\u00e0 di questo secolo vi \u00e8 la Francia tutta ribellata e il fratello del re di Francia \u00e8 a Torino con sua moglie e figlia del re regnante Vittorio Amedeo III re di Sardegna, duca di Savoia e principe di Piemonte.<\/p>\n\n\n\n [1]<\/a> Cfr. turismoincollina.it \u2013 marzo 2022<\/p>\n\n\n\n Si tratta del conte Artois, fratello di Luigi XVI. Il 16 novembre 1773 Carlo aveva sposato la principessa Maria Teresa di Savoia figlia di Vittorio Amedeo III. <\/p>\n\n\n\n La contessa Faustina Mazzetti di Montalero mor\u00ec senza eredi diretti il 18 marzo 1827. (\u201cBollettino d’Arte”, serie V, anno 1976, articolo di Vittoria Moccagatta alle pp. 263-295) e il palazzo pass\u00f2 ai Radicati di Brozolo, che nel 1934 lo donarono al Comune e l\u2019ente vi stabil\u00ec la propria sede.<\/p>\n\n\n\n Le mura del paese, invece, ormai fatiscenti vennero abbattute durante la dominazione napoleonica<\/a>, e il comune inizi\u00f2 ad espandersi al di fuori degli originali confini medioevali[1]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n Le Storie celate in questo archivio sono davvero tante, ma non \u00e8 possibile non iniziare dal Palazzo Grosso:<\/p>\n\n\n\n [1]<\/a> Cfr. https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Riva_presso_Chieri – marzo 2022<\/a><\/p>\n\n\n\n Bibliografia generale <\/p>\n\n\n\n Mignozzetti, Antonio Sant’Albano. Una leggenda, una festa, un paese: Riva presso Chieri Giardini d’autore: i progetti di Leopold Pollack per Faustina Mazzetti a Riva presso Chieri Mignozzetti, Antonio Bosco, Giuseppina Gribaudi, Piero Rossi di Montelera, Teofilo Sono numerose le testimonianze storiche che attestano l’antichissima origine dell’insediamento di Riva presso Chieri. I primi abitanti del nostro territorio furono i Celti e i Liguri: si conservano tracce del loro insediamento in alcuni toponimi. Nel territorio rivese sono venuti alla luce diversi siti archeologici di epoca romana, risalenti probabilmente all’epoca della colonizzazione della nostra […]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-8","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8"}],"version-history":[{"count":6,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":163,"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/8\/revisions\/163"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/89.46.65.81\/wp-riva\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}
Nel 1152 il papa Eugenio III conferma all’abbazia di S. Pietro di Breme diversi territori e chiese tra cui In Rippa ecclesiam Sancti Albani et cappellam Sancte Marie. Si tratta della cappella di Sant’Albano e dell’antico edificio romanico sulla base del quale venne poi ricostruita l’attuale chiesa dell’Assunta. Il feudo di Riva incominci\u00f2 a far parte dei possedimenti dei conti di Biandrate dal 1034. Nell’epoca dei liberi comuni Riva partecip\u00f2 alle guerre tra Chieri ed Asti e nel 1223 era soggetta per parte dei signori De Ripa, che controllavano parte del territorio rivese, ad Asti, mentre per parte del popolo al Comune di Chieri. Nel Trecento anche Riva prese parte alle guerre tra guelfi e ghibellini astigiani. Dopo un periodo di lotte interne e di alterne dominazioni, pass\u00f2 ai Savoia[1]<\/a><\/p>\n\n\n\n
\n\n\n\n<\/figure>\n\n\n\n
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<\/figure>\n\n\n\n
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Il santuario della Madonna della fontana in Riva presso Chieri
[S.l.], EdiTO, 2019
207 p.<\/p>\n\n\n\n
Riva presso Chieri, Associazione culturale Il Carro, 2016
263 p.<\/p>\n\n\n\n
a cura di Laura Facchin
Riva presso Chieri, EdiTO, 2014
X, 94 p.<\/p>\n\n\n\n
Chiesa dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, parrocchiale di Riva presso Chieri: note storico-religiose
Torino, Edizioni Mille, 2014
208 p.<\/p>\n\n\n\n
Riva presso Chieri
Riva presso Chieri, Comune, 1988
10 p.<\/p>\n\n\n\n
Riva presso Chieri sino al 1340: notizie storiche
Torino, S.P.E., 1938
IV, 75 p.<\/p>\n\n\n\n
In onore dei caduti di Riva presso Chieri
Chieri, Grafica Astesano, 1924
15 p.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"